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venerdì 8 gennaio 2010

Cura dei denti


 L'epifania tutte le feste porta via!
Sì ma porta anche calze piene di dolciumi zuccherosi e cioccolattosi.
 Bene ne abbiamo fatto una scorpacciata ed ora che fare?
Prima ancora di farsi venire i sensi di colpa dobbiamo correre in bagno a lavarci i denti.
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E' stata infatti domostrata la relazione tra Carie e consumo di carboidrati complessi, mentre il diretto collegamento tra l’apporto di Zucchero (carboidrati semplici) e la Carie sta perdendo credibilità nella maggior parte dei Paesi europei. Per esempio, sono molte le persone che consumano regolarmente quantità di zuccheri abbastanza considerevoli e sono comunque poco colpite dalla carie. Di conseguenza la grande enfasi riservata allo zucchero e agli alimenti contenenti zucchero come fattori implicati nella formazione delle carie è cambiata. Ora è noto che molti altri alimenti contenenti carboidrati, tradizionalmente considerati “amici dei denti”, come il pane, contribuiscono potenzialmente alla formazione della carie. Per esempio, gli alimenti contenenti amido (come il pane) portano alla produzione di acidi a causa della placca batterica; anche la frutta può potenzialmente determinare la formazione della carie. Nonostante ciò, dobbiamo continuare a consumare questi alimenti non solo perché buoni ma anche per i loro salutari benefici.

Uno studio Olandese ha rivelato che, perché venga favorita la carie, è più importante il lasso di tempo in cui il cibo rimane all’interno della bocca rispetto alla quantità di zucchero contenuta negli alimenti. I ricercatori hanno paragonato soluzioni zuccherine con pasti e snack e hanno riscontrato che gli alimenti contenenti carboidrati che tendevano a lasciare residui sui denti avevano un ruolo più significativo nel far insorgere la carie di quello delle soluzioni zuccherine.  
Questi alimenti non sono necessariamente quelli che noi definiamo “appiccicosi”. Per esempio, le caramelle toffee si sciolgono e vengono eliminate dalla bocca più rapidamente rispetto ad alcuni alimenti contenenti amido. 

http://www.secondocircolo.fr.it/esperie_2007/napoli_web/images/zucchero.jpgQUALI TIPI DI CARBOIDRATI POSSONO CAUSARE LA CARIE? 

La questione degli zuccheri “estrinseci” e “intrinseci” 
Molte persone hanno le idee confuse riguardo al tipo di carboidrati che hanno la potenzialità di essere fermentati dai batteri e causare la formazione della carie.Alcuni scienziati hanno ulteriormente complicato il quadro dividendo gli zuccheri in “intrinseci” ed “estrinseci”.Gli zuccheri intrinseci sono quelli naturalmente presenti all’interno delle componenti cellulari degli alimenti e cioè, principalmente, in frutta e verdura.Gli zuccheri estrinseci sono quelli presenti allo stato libero o quelli aggiunti. Questo gruppo si divide ulteriormente in zuccheri del latte (lattosio) e zuccheri estrinseci non del latte, vale a dire quelli dei succhi di frutta, del miele e gli zuccheri aggiunti.Alcuni studi dimostrano che i batteri possono fermentare sia gli zuccheri intrinseci che quelli estrinseci, quindi tutti gli alimenti contenenti carboidrati possono contribuire alla formazione della carie. Un’alimentazione sana e gustosa associata ad una buona igiene orale è il modo migliore per proteggere i denti e promuovere una buona salute generale. 

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La pulizia dei denti e delle gengive
http://www.giannanet.altervista.org/dentii/denti%20(12).jpg
Imparare ad usare correttamente lo spazzolino e il filo interdentale preserva il nostro sorriso da gravi malattie di denti e gengive che solo poche decine d'anni fa portavano, progredendo indisturbate, la maggior parte della popolazione alla perdita, spesso totale, dei denti. Le principali malattie dei denti e dei loro tessuti di sostegno sono determinate da fattori ben individuati e controllabili tramite una corretta igiene orale. La carie dentaria e la parodontopatia vedono infatti una patina molliccia, la cosiddetta placca batterica, come principale fattore responsabile. La lotta preventiva andrà perciò rivolta verso la sua eliminazione. A tale riguardo è necessario conoscere la tecnica corretta di spazzolamento dei denti e le modalità d'uso del filo interdentale.
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Lo spazzolamento dei denti


La tecnica di spazzolamento dei denti che spesso vediamo illustrata negli spot dei dentifrici, che mostra talora una bellissima ragazza dalla meravigliosa dentatura che muove lo spazzolino in direzione sinistra-destra, è da evitare perché oltre a non essere efficace può produrre danni importanti alle gengive: le recessioni gengivali. Queste sono inestetiche e fastidiose perché determinano un aumento della sensibilità al caldo e al freddo.


I motivi per cui non si devono mai spazzolare i denti con un movimento orizzontale forte e vigoroso sono due.


Il primo: così facendo la placca batterica non viene ben rimossa ma piuttosto trascinata e depositata negli interstizi dentali dove ristagna, favorendo l'insorgere di tartaro e carie.
Il secondo: le setole dello spazzolino mosse parallelamente alla gengiva non rimuovono la placca sotto il solco gengivale anzi tendono a pressarcela. Inoltre questa azione contribuisce meccanicamente a distaccare la gengiva dai colletti dentali provocando le recessioni gengivali e in alcuni casi può addirittura provocare erosioni del colletto dentale di una forma caratteristica, che evoca l'effetto prodotto dai colpi d'ascia su un tronco d'albero.


Quale è allora il metodo giusto per pulire i denti? Lo spazzolino va sempre mosso in direzione perpendicolare alla gengiva, e sempre dalla gengiva verso il dente. In altre parole, per pulire i denti superiori il suo movimento deve avvenire verso il basso, non verso l'alto, in modo da penetrare con le setole anche negli interstizi dentali la pulizia dei denti va fatta muovendo lo spazzolino dalla gengiva verso il dentee con un inclinazione di 45 gradi, per rimuovere la placca da sotto il colletto gengivale.
Per la parte inferiore della bocca vale l'opposto, cioè il movimento deve procedere verso l'alto; ovviamente l'operazione va ripetuta sia sulla parte esterna della dentatura che su quella interna, spesso tralasciata.
 http://www.dentisti-como.it/implantologo/spazzolare_denti.jpg
Per quanto riguarda invece la pulizia della parte masticatoria dei denti posteriori, l'ideale é spazzolare queste superfici prima dal dietro verso l'avanti e viceversa e poi, ad operazione conclusa, con il solito movimento laterale per pulire gli interstizi dentali.
Per una corretta igiene orale quotidiana, oltre alla pulizia dei denti e delle gengive dalla placca batterica, non va dimenticata la pulizia della lingua! Una efficace spazzolata del dorso linguale, meglio eseguibile con appositi strumenti pulisci lingua, eliminerà miliardi di microrganismi, così spesso responsabili dell'alitosi.
Sembrerà difficile, detto a parole, spazzolare i denti in modo corretto; ma c'è da star sicuri che dopo una settimana abbastanza scomoda a causa dei nuovi movimenti della mano, questa sarà una nuova, salutare abitudine tutta a vantaggio della salute orale e... del portafogli!






Caratteristiche dello spazzolino da denti






Lo spazzolino da denti è il principale strumento per l'igiene orale. Ne sono in commercio svariati tipi, diversi per prezzo, forma, tipo, lunghezza e durezza delle setole. Una così varia offerta può disorientare l'acquirente. Impariamo allora a riconoscere le caratteristiche che deve avere il nostro spazzolino per essere efficace.


L'uso quotidiano dello spazzolino permette di ridurre drasticamente la quantità di placca batterica che tende a formarsi sui denti. Rimuovendo i residui di cibo che formano il substrato della placca ne impedisce la formazione. Data la sua importanza è indispensabile conoscere quali sono le caratteristiche generali che deve possedere perché spazzoli i denti in modo efficace.
http://www.odontoiatriagaleazzi.it/images/generiche/web/spazzolini.jpg
Ad esempio deve avere il manico diritto, una testina che raggiunga facilmente ogni parte della bocca (le dimensioni consigliate sono di 3 cm per l'adulto e di 1,5 per il bambino) e 3-4 ciuffi ben distinti di setole sintetiche con punte arrotondate il cui diametro sia compreso tra 0,20 e 0,25 mm (misure che corrispondono al tipo di durezza media).
Le setole naturali, in voga fino a qualche anno fa perché ritenute più idonee e meno lesive per la loro morbidezza, sono invece controindicate perché hanno punte frastagliate che rischiano di irritare le gengive e trattengono batteri al loro interno perché cavo.
Le setole devono essere integre, di pari lunghezza e perfettamente dritte. Non appena perdono queste caratteristiche, quando cioè appaiono piegate e deformate, ogni 2 mesi circa di uso regolare, occorre sostituire lo spazzolino con uno nuovo.


Filo interdentale
Presidio insostituibile per il completamento della igiene orale quotidiana, il filo interdentale non é ancora entrato pienamente nelle abitudini correnti. La manualità necessaria per usarlo, così apparentemente difficoltosa all'inizio, viene invece rapidamente raggiunta dopo poco tempo con grandi vantaggi. Ciò fa sì che l'abitudine, una volta acquisita, non venga più abbandonata.
Filo interdentale usa e getta con stuzzicandenti (40 pezzi) foto




Perché il filo interdentale è indispensabile per una corretta igiene della bocca? Perché il suo uso quotidiano ci permette di eliminare la placca batterica adesa alle superfici dentali cosiddette mesiali e distali (o interprossimali): le parti del dente che affacciandosi sullo spazio interdentale sono del tutto inaccessibili allo spazzolamento ordinario. Se non viene adoperato la placca batterica che qui si accumula causerà prima o poi carie e infiammazioni della gengiva interdentale (papillite, ovvero infiammazione della papilla, com'è chiamata la porzione di gengiva che sta tra due denti). Nel tempo può svilupparsi una parodontopatia con formazione di tasche non più detergibili con la normale igiene domiciliare, tanto da richiedere l'intervento chirurgico del parodontologo.


Come si usa? Il filo interdentale si inserisce tra due denti, lo si spinge fino a toccare la gengiva, poi si tira verso l'esterno facendolo aderire bene alla parete di uno dei denti. L'azione di strofinamento esercitata stacca la placca batterica dal dente, un successivo sciacquo l'eliminerà dalla bocca. La manovra va ripetuta due volte per ogni interstizio, per pulire la parete mesiale di un dente e quella distale del dente adiacente.
Ovviamente, ogni volta che cambiamo spazio interdentale, la parte di filo utilizzata deve sempre essere pulita.




Dieci regole per un'ottima igiene orale


L'igiene orale domiciliare é talmente importante nella prevenzione delle malattie dei denti e delle gengive che riteniamo particolarmente utile fornire un memorandum cui attenersi per renderla efficace al massimo grado.




1. Spazzola i denti per almeno 2 minuti dopo ogni pasto. Al disotto di questo tempo è difficile eliminare completamente la placca batterica da denti e gengive. Potresti impostare un timer all'inizio dello spazzolamento che ti aiuti a non accorciare il tempo necessario.






2. Cambia lo spazzolino spesso. Quando le setole hanno perso la loro compattezza non esercitano più una efficace azione di pulizia. Il tempo normalmente indicato è di 2 mesi ma accorciandolo un pò si aumenta la qualità dello spazzolamento.






3. Passa lo spazzolino sui denti anteriori e posteriori allo stesso modo. In genere si tende a trascurare la parte posteriore delle arcate a vantaggio dei denti davanti. Se si mantiene questa cattiva abitudine a lungo i denti molari e le loro gengive ne risentiranno.






4. Utilizza un dentifricio fluorato. Il fluoro esercita un azione protettiva, antisettica e remineralizzante sullo smalto dentale.






5. Compra spazzolini con setole artificiali che hanno le punte perfettamente arrotondate. Le setole naturali hanno punte irregolari e cave, trattengono sostanze al loro interno e non hanno un azione di sfregamento ottimale come quelle artificiali.






6. Usa preferibilmente spazzolini con setole di durezza media a meno che il tuo dentista, per motivi particolari, non ti consigli diversamente.






7. Effettua lo spazzolamento dei denti inclinando di 45° lo spazzolino rispetto all'asse del dente e muovilo verticalmente con azione rotatoria dalla gengiva verso il dente.






8. Spazzolando con la mano destra devi fare attenzione a non trascurare alcune zone delle arcate, ad esempio la zona interna superiore destra.






9. Quando hai finito di spazzolare i denti passa il filo interdentale e pulisci la lingua con strumenti appositi. Quest'ultima è un'ottima abitudine per la prevenzione di carie, parodontopatie e disturbi dell'alito (alitosi).






10. Eseguendo un corretto spazzolamento dei denti associato all'utilizzo del filo interdentale e del puliscilingua non è necessario di routine effettuare anche sciacqui con i collutori. Questi ultimi si rendono però indispensabili per la cura e la profilassi di condizioni particolari.


Spazzolamento del dorso della lingua



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Spazzolare il dorso della lingua con un normale spazzolino da denti, o meglio ancora con appositi strumenti pulisci lingua, dovrebbe entrare nella quotidiana pratica d'igiene orale. Funziona nell'eliminare i residui alimentari che vi si depositano e i batteri che li colonizzano, riduce la quantità di placca batterica nel cavo orale e può prevenire oltre che l'alito cattivo anche le carie dentarie e le parodontopatie. L'unico inconveniente è lo stimolo di rigetto che provoca, sebbene l'azione ripetuta lo attenui e faccia subentrare una sensazione di sporco quando non praticata. Il paziente affetto d'alitosi non dovrebbe trascurare questa importante operazione, ma è da rimarcare l'importanza che entri a far parte delle manovre quotidiane d'igiene orale di tutti.


Si effettua facendo sporgere il più possibile la lingua dalla bocca e inserendo molto profondamente il puliscilingua (purtroppo le zone di maggior accumulo sono quelle più posteriori) che va retratto strofinando energicamente. Il paziente con alitosi dovrebbe eseguirla più volte al giorno.


 
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