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martedì 5 gennaio 2010

I saldi

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NAPOLI (2 gennaio) - Hanno girato, confrontato e annotato ogni singolo articolo, il negozio in cui si vendeva e soprattutto il prezzo pieno. Questo fino al 31 dicembre.

Da questa mattina, invece, è scattata per il popolo dei consumatori, la seconda fase, quella operativa e che riguarda gli acquisti a prezzo scontato. Sono iniziati, infatti, ufficialmente questa mattina i saldi di fine stagione.

E Napoli, come al solito, fa da apripista, questa volta però in compagnia di altri cinque capoluoghi di provincia, tra cui grandi città come Roma e Milano. Da Nord e da Sud, quindi, comincia da oggi e fino al 31 marzo l’assalto alle vetrine su cui già nella notte di San Silvestro, appena tirate giù le saracinesche i titolari dei negozi hanno applicato la scritta «saldi» o «vendite di fine stagione».

E mentre sin dalle prime ore del giorno, con largo anticipo sull’orario di apertura, sono iniziate lunghe file davanti ai negozi storici ci si chiede già se questi saldi riusciranno a sollevare il commercio dalla crisi che da anni lo attanaglia.


Una spesa che si aggira attorno ai 400 euro. Ecco quanto hanno preventivato di spendere i napoletani durante il periodo dei saldi. Soldi che saranno investiti soprattutto in capi di abbigliamento. Particolarmente ricercati soprabiti, cappotti, giubbotti e scarpe. E quest'anno, i partenopei puntano sulla qualità, motivo per cui davanti ai negozi di grandi griffe si formano code. «Preferisco spendere un pò di più - dice una donna in fila - ma sapere che il prodotto che acquisto è di qualità e quindi più durevole nel tempo». In molti, infatti, hanno atteso i ribassi per poter acquistare capi già avvistati durante i mesi precedenti, prodotti a cui avevano rinunciato a causa dei prezzi proibitivi. Qualità sembra quindi essere la parola d'ordine di questi saldi di inizio 2010 anche a fronte di una spesa più elevata. Una scelta dettata anche dalla diffidenza verso prezzi troppo bassi di cui i partenopei non si fidano. «Se un prodotto costa troppo poco - sostengono in molti - c'è il rischio che sia di qualità scadente o addirittura che sia una rimanenza di magazzino».

A spuntarla sono sempre più i grandi nomi a discapito del piccolo negozio. E in coda, insieme ai campani, anche turisti stranieri e in particolare dall'Oriente che dimostrano, ancora una volta, di apprezzare e premiare il made in Italy. Un primo giorno che fa sorridere anche i commercianti che si dicono soddisfatti del primo andamento della giornata. «La gente entra e compra - dicono in molti - per il momento va abbastanza bene speriamo solo che continui e che non sia soltanto l'euforia del primo giorno». Negozianti che non hanno notato una flessione rispetto al primo giorno di saldi del 2009 e che sperano di riuscire a vendere il più possibile per recuperare una stagione che non è stata rosea. «Confidiamo molto in questi saldi - dice un commerciante - perchè fino ad oggi abbiamo venduto poco»

Per Codacons i saldi saranno comunque un flop. Per la troppa vicinanza alle festività natalizie, nelle quali gli italiani hanno già messo mano più volte al portafogli, come sottolinea il presidente Codacons, Carlo Rienzi, che aggiunge:«Vi è un eccessivo livello dei prezzi specie nel settore dell’abbigliamento e delle calzature, che nonostante i saldi registrerà listini troppo elevati».
Non può far certo eco a Codacons l’associazione di categoria Confcommercio che spera in una stagione di saldi «moderatamente positiva». Sopratutto in virtù di una fiacca stagione autunno-inverno dove il settore della moda non ha reso quanto sperato, accumulando così scorte in magazzino che potrebbero portare a saldi anche del 40%.
Confcommercio ha stimato che ogni famiglia spenderà in media nel corso dei saldi circa 400 euro per una cifra totale che si aggirerà attorno ai sei miliardi di euro. Anche se Codacons è convinta che, per l’effetto della crisi in corso, soltanto una famiglia su due potrà permettersi di acquistare.


PRIMA DI SCEGLIERE L'ACQUISTO
1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell'avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato.
DURANTE L'ACQUISTO - PREZZI
2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualita' della merce di riferimento (dopo non si potra' rivendicare il cambio di un prodotto perche' il negozio a cento metri piu' in la' vende lo stesso ad un prezzo dimezzato).
3) Non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da se' e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche piu' ampie.
4) Ricordarsi che prezzi tipo "49,90" euro vuole dire "50,00" e non "49,00". 

DURANTE L'ACQUISTO - PAGAMENTI
5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perche' siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si puo' chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all'istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
DURANTE L'ACQUISTO - QUALITA'
6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di piu', quelli sintetici meno. La percentuale di composizione puo' variare notevolmente e incidere sul costo finale.
7) I capi d'abbigliamento riportano l'etichetta con le modalita' di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di cio' che e' indicato: la sua esperienza puo' servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si e' portato il capo d'abbigliamento in lavanderia.
8) Essere pignoli. Di un capo verificare se e' di pura lana vergine o di lana. La seconda lana puo' essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie.
9) Diffidare dei capi d'abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: e' molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l'occasione e quindi con un finto prezzo scontato.
DURANTE E DOPO L 'ACQUISTO
10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo "la merce venduta non si cambia": esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perche' difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si e' sbagliata la taglia o si e' semplicemente cambiato idea, e' solo la disponibilita' del commerciante che puo' ovviare al problema, ma non c'e' un diritto del consumatore.
Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura ci si può rivolgere all'Adoc o al Codacons, oppure all'Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.



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