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martedì 8 novembre 2011

La cavitazione

Che cosa è la cavitazione?
Dal sito http://www.benessere.com
Gli ultrasuoni sono delle onde con frequenza tale da non poter essere percepite dall'orecchio umano; considerato che il range di percezione uditiva è compreso tra 50 Hz e i 16-20 KHz, si definiscono ultrasuoni le onde con frequenza superiore ai 16-20 KHz. La produzione di ultrasuoni avviene sfruttando un effetto conosciuto comepiezoelettrico che si produce agendo con un elettrodo su materiali come quarzo e ceramica. Se si applica infatti un campo elettrico, ad esempio, su cristalli di quarzo, si genera un’onda di compressione del cristallo, invertendone il senso si otterrà un'onda di espansione, con la produzione di una serie di vibrazioni meccaniche ad alta frequenza che sono usate in terapia medica, generalmente ad una frequenze da 0,5 a 3W/cmq. Quando l’ultrasuono incontra nel suo cammino un tessuto perde una quota di energia (fenomeno dell’attenuazione), a causa in maggior misura, dell’assorbimento da parte del tessuto della vibrazione, in minor misura, della divergenza (dispersione del raggio). In generale l’assorbimento da parte del tessuto dell’ultrasuono aumenta con l’aumentare della frequenza, così un segnale di 1.0 MHz penetrerebbe più profondamente di un segnale di 3.0 MHz, a causa della attenuazione più bassa nel tessuto. Queste onde sono state studiate in modo approfondito dopo il secondo grande conflitto mondiale, in quanto si intuì, tra l’altro, la loro importanza per la salute umana. Gli ultrasuoni, dopo la loro nascita, hanno trovato diverse applicazioni mediche sia in campo terapeutico che diagnostico. L’energia ultrasonica è infatti impiegata nella diagnostica cardiologica,(doppler, ecocardiografia), ed internistica (ecografia), Recentemente gli ultrasuoni, da tempo usati per valutare la cellulite, sono entrati a far parte dei presidi terapeutici della medicina e chirurgia estetica. Gli effetti benefici, di tipo termico, trovano larga applicazione nella terapia fisica e della riabilitazione per la cura di: spasmi muscolari, artriti, borsiti, artrosi, radiculiti, ove si desideri un effetto antalgico. Nella periartrite scapolo-omerale la terapia con ultrasuoni è in grado di disgregare le calcificazioni.
Un apparecchio che produce ultrasuoni è formato da un generatore di corrente alternata (tipicamente 1 MHz e/o 3 MHz), connesso ad una testa formata da quarzo che converte l’energia elettrica in energia meccanica (vibrazioni acustiche) che poi viene trasmessa ai tessuti. Per comprendere l’azione degli ultrasuoni sui tessuti, si può immaginare che essi agiscono sul materiale vivente come un forte vento che impatta su un corpo. Questo “vento”, determina sui tessuti biologici, una variazione della struttura spaziale tridimensionale delle molecole, con variazioni sia metaboliche che strutturali delle cellule sottoposte al trattamento.
Gli effetti sono sostanzialmente di tipo: Micromeccanicotermicochimico e dicavitazione. A) Effetti micromeccanici: il passaggio dell’onda ultrasonica, ossia del vento e della relativa pressione induce movimenti, spostamenti, rotture e variazioni di forma delle particelle vitali microscopiche. L’onda pressoria in definitiva determina: modificazioni delle strutture proteiche, formazione di radicali liberi, variazione della permeabilità membrane cellulari, nonché un allontanamento delle fibre collagene con riduzione dell’adesione tra le cellule. B) Effetti termici; Quando i raggi ultrasonici attraversano un tessuto, si verifica un parziale assorbimento dell’ onda energetica con incremento termico. C) Effetti chimici: le particelle di un tessuto sottoposto all’azione degli ultrasuoni sono interessate ad una notevole accelerazione, da questo può derivare una modificazione delle caratteristiche chimiche del tessuto. D) Effetti di cavitazione: con formazioni di micro bolle.
Nella medicina riabilitativa, si applicano gli ultrasuoni direttamente sul tessuto interessato, un manipolo generante gli ultrasuoni, viene posto direttamente sul tessuto interessato, con l’interposizione di un gel, per favorire sia l’aderenza che la trasmissione delle onde. Il manipolo, applicato con leggera pressione, viene fatto scorrere con movimenti di piccola ampiezza di 3-4 cm, perpendicolari gli uni agli altri, o con movimenti circolari. In alcuni casi, il manipolo, può essere fissato con una stativo per non permettere movimenti. Tale modalità di applicazione (a testa fissa) è responsabile di un cospicuo aumento della temperatura locale. In campo fisiatrico, nel caso in cui la zona da trattare fosse molto dolente o le superfici fossero irregolari si passerà alla metodica ad immersione. La parte da trattare viene immersa in un recipiente contenente acqua (a 37 C°) insieme al manipolo, posto ad una distanza massima di 2-3 cm dalla superficie per evitare dispersione.La cavitazione ultrasonica in estetica  Fu interessante la proposta nella seconda metà degli anni 80, circa l'uso degli ultrasuoni in medicina estetica ad una frequenza di 3 MHz; in tale modo si riduceva la profondità d'azione e si colpiva la zona occupata dal grasso. Lo scopo era quello di favorire la penetrazione di un principio attivo topico nel trattamento della "cellulite ". Dopo tanti anni di applicazione degli ultrasuoni, si è capito che il fenomeno della cavitazione può, in alcuni casi selezionati, favorire un taglio parziale alle curve senza bisturi. La metodica è rivolta solo ad alcuni di quei pazienti che vogliono ridurre i centimetri di troppo, ma non vedono di buon occhio la sala operatoria. Alcune cellule adipose, sottoposte al “bombardamento” ultrasonico ed al relativo effetto di cavitazione, colpite si “sgonfiano”, liberando in circolo i lipidi: il fegato provvede, in un primo tempo, a metabolizzarli ed il rene, in un secondo tempo, ad allontanarli dall’organismo. L’effetto di “cavitazione” (ossia formazione di cavità gassose o micro bolle di gas, all'interno del liquido), è quel fenomeno fisico che si genera in un liquido quando esso è sottoposto ad ultrasuono a bassa frequenza (frequenze da 20 KHz a 10 MHz). Se l’intensità dell'ultrasuono è abbastanza alta, può causare, la formazione, la crescita, ed una rapida esplosione delle bolle di vapore (cariche di energia) nel liquido: la cavitazione è quindi un fenomeno consistente nella formazione di zone di vapore (cavità o bolle) all’interno del liquido che si caricano di energia aumentano il loro volume, infine esplodono. Ciò avviene a causa dell'abbassamento locale di pressione ad un valore inferiore alla tensione di vapore del liquido stesso, che subisce così un cambiamento di fase a gas, formando cavità contenenti vapore. La dinamica del processo è molto simile a quella dell'ebollizione. La principale differenza tra cavitazione ed ebollizione è che nell'ebollizione, a causa dell'aumento di temperatura, la tensione di vapore sale fino a superare la pressione del liquido, creando quindi una bolla meccanicamente stabile, perché piena di vapore alla stessa pressione del liquido circostante. Nella cavitazione invece è la pressione del liquido a scendere improvvisamente, mentre la temperatura e la pressione di vapore restano costanti. Per questo motivo la "bolla" da cavitazione resiste solo finché non esce dalla zona di bassa pressione idrostatica: appena ritorna in una zona del fluido in quiete, la pressione di vapore non è sufficiente a contrastare la pressione idrostatica della bolla e la stessa, carica di energia, implode immediatamente. La esplosione determina la cessione di un vento energetico dalla bolla al mondo esterno sotto forma di energia termica (calore) e meccanica (onda d’urto), che possono essere estremamente intense, con distruzione delle strutture adiacenti. L’applicazione di questo fenomeno fisico, ultrasuono dipendente, nel campo della medicina estetica, può anche essere indicato con il termine di “dermocavitazione”, in quanto si tende a circoscrivere il tutto nell’ambito di una parte ben specifica dell’organo cute. In medicina estetica si comprende facilmente cosa succede se si applica la cavitazione al liquido interstiziale del tessuto adiposo. La continua formazione ed esplosione di micro bolle e quindi di onde d’urto, nelle adiacenze degli adipociti, favorisce il danneggiamento degli stessi, rispetto a strutture più resistenti come connettivo ed osso. Affinché vengano salvaguardate proprio queste strutture, il processo deve essere controllato, nel senso che gli ultrasuoni dovranno avere bassa frequenza e in intensità adeguata per creare cavitazione solo nel tessuto adiposo. Le micro bolle si formano nelle tre direzioni dello spazio (cavitazione tridimensionale), così aumentano le possibilità dei danni cellulari rispetto ad una cavitazione monodimensionale, ove le bolle si formano in una sola direzione.

In alcuni casi può essere necessario infiltrare con fisiologica o acqua bidistillata il tessuto adiposo per rendere il distretto più idratato consentendo maggiore formazione di cavitazione. Tutto ciò in considerazione del fatto che il tessuto adiposo non è molto idratato. Questa tecnica prende il nome di idrolipoclasia ultrasonica. Questi effetti sono tutti finalizzati al miglioramento estetico e funzionale della silhouette del paziente. L’azione lipoclasica favorita dalla cavitazione ultrasonica permette, nei pazienti che rispondono alla terapia, un progressivo rimodellamento del profilo corporeo, oltre allariduzione della consistenza del grasso stesso. È possibile, nei pazienti che conservano una certa elasticità cutanea, un miglioramento dell’aspetto della cute a buccia d’arancia, con attenuazione dei noduli cellulitici in fase iniziale. Si può attendere anche una migliore ossigenazione con una conseguente riattivazione della circolazione periferica distrettuale e di drenaggio dei liquidi di ristagno. Anche il tono e l’elasticità della pelle ne possono risentire positivamente. Dopo la seduta, a volte, è possibile la presenza di un lieve edema della zona trattata che può durare mediamente una decina di giorni. Il grasso che viene liberato dall’azione della metodica può essere, soprattutto se in certe quantità, eliminato con difficoltà, risulta quindi utile da un lato controllare la potenza della cavitazione e dall’altro favorire l’espulsione con adeguati massaggi drenanti a cadenza ritmata. È opportuno potenziare il drenaggio con la prescrizione di Galium Heel e di attivatori del sistema linfatico come il Lymphomiosot. I residui adiposi ed in generale le tossine potranno essere più facilmente allontanati dall’organismo se verranno aperti “i rubinetti” naturali, per questo si farà assumere il Populus Compositum per favorire la diuresi, o Nux Vomica Homaccord per permettere una migliore performance all’intestino. Il fegato troverà un valido aiuto con il Berberis Homaccord, mentre il drenaggio cutaneo è stimolato dalla Graphites Homaccord. Fondamentale è il controllo della forza dell’ultrasuono, in quanto una non adeguata somministrazione può portare anche degenerazione del tessuto adiposo con dolenzia della parte trattata ed avvallamenti, è possibile, se le sedute sono numerose o troppo ravvicinate lo svilupparsi di eritema cutaneo o addirittura ulcere. Una certa attenzione dovrà essere fatta nel passare il manipolo su quelle aree dell’addome proiezioni delle ovaie o sulle regioni renali. Ogni terapia medica deve essere somministrata con adeguato criterio, per cui la somministrazione di ultrasuoni con effetto di cavitazione non si deve proporre, ad esempio, a chi ha problemi metabolici (ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia) e vascolari, o soffre di diabete, epatopatie, nefropatie e gravidanza. Gli effetti terapeutici sono poco visibili su cellulite di vecchia data, mentre i risultati migliori si otterrebbero trattando aree adipose non molto estese.






Come avevo accennato mi sono iscritta in palestra e un giorno hanno dato la possibilità di provare gratuitamente alcune tecnologie della dermal institute.
Queste erano le tecnologie proposte:


DERMAL SLIM PER IL TRATTAMENTO LOCALIZZATO DELLA CELLULITE

DERMALIGHT PER IL TRATTAMENTO DEI PELI SUPERFLUI IN MODO DEFINITIVO (CON ASSICURAZIONE SODDISFATTI O RITRATTATI)

DERMALSHAPE PER IL RINGIOVANIMENTO E TRATTAMENTO CORPO CON LA NUOVISSIMA TECNOLOGIA DELLA RADIOFREQUENZA



Io ho voluto provare la prima anche se non soffro di cellulite, ma volevo vedere se riuscivo un po' a risolvere il problema della pancetta post parto!
La cavitazione infatti, come mi ha poi spiegato la signorina che l'eseguiva, ha effetto anche sui tessuti adiposi permettendo di distruggerli in maniera localizzata come può essere per i fianchi per i glutei per le braccia e anche per l'addome.
Il trattamento è semplicissimo 30 minuti a seduta, una volta al mese per 18 trattamenti....
E' lo stesso procedimento di una comune ecografia: gel sulla parte da trattare e con l'apposito manipolo si effetuano dei massaggi. Si sentono dei fischi, ma saremo solo noi a sentirli in quanto sono i liquindi interstiziali nel nostro corpo che si muovo fino ad arrivare ad avere un effetto a livello della membrana degli adipociti... ADIPOCITI? Chi sono costoro? Sono le cellule di quello che noi chiamiamo grasso!
Andando per l'appunto ad agire sulla membrana tali cellule si svuotano e i grassi sono rilasciati nel liquido interstiziale e saranno prontamente metabolizzati dai sistemi di smaltimento dell'organismo... qundi dal fegato, reni ed eliminati con l'urina.
Prima di decidere ho potuto provare il macchinario gratuitamente per 10 minuti solo su un lato dell'addome.
In soli 10 minuti è andato via un centimetro e mezzo e ho iniziato a saltare per tutta la stanza gridando al miracolo!. La signorina però mi ha spiegato che era più che normale aver perso nella priama seduta tanto perchè bisogna mettere in conto anche la ritenzione idrica che può esserci.
Cmq passiamo ai risultati:
1) La pelle appare più liscia, levigata al tatto.
2) Si nota uno sgonfiamento rispetto all'altra metà della pancia
3) Sono dovuta correre in bagno, segno dei grassi già metabolizzati.
Le controindicazioni non ci sono, ma al trattamento non possono sottoporsi chi è in gravidanza, chi allatta, chi ha gravi disturbi nel metabolismo, chi è malato di cancro e chi sta facendo una cura dal cancro. Per il resto Non comporta complicazioni. L'unica cosa che mi è stata consigliata è che nei giorni del trattamento devo seguire una dieta molto povera per non affaticare ulteriormente il fegato.
Cmq si inizierà a fine novembre e vi terrò aggiornatissime sui risultati.
IO sinceramente se non l'avessi provato sulla mia pelle non ci sarei mai andata in un centro estetico a farmelo fare: innanzi tutto per i costi e in secondo luogo per la paura di non ottenere risultati.
Un ultima cosa che ci tengo a dire è che la Dermalinstitute offre una garanzia soddisfatti o ritrattati o rimborsati!



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